Consigli e prodotti utili per un bagno “zero waste”

8 Apr 2020 | Zero Waste

Dirò qualcosa di assolutamente poco rivoluzionario: io amo stare sotto la doccia. Adoro il calore dell’acqua bollente sulla pelle, il profumo dello shampoo e l’abbraccio del bagnoschiuma. La piccola-e-davvero-poco-ecologista-me ci stava “delle ore”; in realtà ci stavo 15 minuti, ma a mia madre, giustamente attaccata alla bolletta parsimoniosa, quei minuti parevano ore. Poi, con l’avanzare dell’età, sono diventata attaccata alla bolletta parsimoniosa anche io.

Ora so – e mi sembra anche il caso di dire – a mie spese, che il tempo di permanenza ideale sotto al soffione dovrebbe essere inferiore ai 4 minuti. Per aiutarmi a ridurre il mio impatto ambientale anche dal punto di vista idrico, soprattutto all’inizio, impostavo un timer sul telefono. Con questo allenamento, non così sfiancante, sono riuscita a limitare lo spreco della risorsa più preziosa che abbiamo: l’acqua.

Peccato che cronometrarsi non basta.

Un altro enorme passo verso la sostenibilità ambientale, anche nell’intimità del mio bagnetto di casa, l’ho fatto EVITANDO LA PLASTICA USA E GETTA come la peste bubbonica del 1200.

Ho iniziato a farci caso lo scorso inverno. Entravo in doccia ed ero costantemente circondata da plastica monouso. Contenitore dello shampoo, del balsamo e del bagnoschiuma. Perfino la lametta per depilarmi è in plasticaccia usa e getta!
Così ho iniziato a cercare alternative più sostenibili, ma soprattutto più valide e green. Questa è la mia personalissima lista, affinata con l’esperienza, di prodotti #PLASTICFREE e #ZEROWASTE per il bagno.

SHAMPOO SOLIDO@ethicalgrace
Che cos’è uno shampoo solido? Banalmente, si tratta di uno shampoo in versione “saponetta”, che permette di utilizzare il prodotto nella sua interezza, senza buttare via nulla. Questo perché non c’è plastica nella confezione e, trattandosi anche di una formulazione totalmente naturale, vi porterà a limitare nel tempo la frequenza di lavaggio dei capelli.

Ve lo dice una che ex ante Ethical Grace aveva un cuoio capelluto talmente grasso che doveva lavarselo OGNI GIORNO. Ora sono passata ad un lavaggio ogni 2 giorni: one step for humanity, but a big step for la bolletta di Giorgia. Io utilizzo lo shampoo solido 2 in 1 (Gengevo) di Ethical Grace, con formulazione per capelli normali o fini, e non tornerei indietro per nulla al mondo.
Chiunque, infatti, abbia utilizzato questo brand farà proselitismo e vi consiglierà sempre e comunque Ethical Grace, poichè è uno dei pochi shampoo solidi de cristo che funziona veramente.

Sono innanzitutto prodotti formulati con ingredienti di derivazione strettamente naturale. Nella magica ricetta NON ci sono i derivati del petrolio, i siliconi, l’alcool, i PEG o PPG. Non trovate ingredienti inutili e potenzialmente dannosi come profumi sintetici o coloranti, ma è tutta nature.
Insomma, è buono, fa bene alla pelle e soprattutto, amici miei, FA SCHIUMA. Sì, perché se avete già utilizzato in passato uno shampoo solido/saponetta conoscerete perfettamente l’annosa questione della schiuma. Ecco, qui ve la dimenticate perché non avrete problemi.

DENTIFRICIO@georganics
Onde evitare di buttare via tubetti “in-riciclabili” di dentifricio, mi sono armata di buona volontà e ho cercato una soluzione valida. Anche qui: ho fatto diversi test con diverse marche e formulazioni, ma pochi prodotti mi sono sembrati un affare.

Le varie ricerche empiriche mi hanno fatto capire due cose: un dentifricio contemporaneamente buono per i denti e sostenibile è ancora un miraggio.

Confrontandomi con un’igienista dentale, ho scoperto il magico mondo del RDA (l’indice di abrasività). Molti marchi di dentifricio, soprattutto quelli in versione solida o in polvere, sono particolarmente abrasivi, poiché realizzati con formulazione acido + carbonato. Indeboliscono, quindi, lo smalto dei denti e dovrebbero essere integrati con prodotti remineralizzanti, dal RDA basso (hai visto come ho studiato?).
Quello di Georganics è un dentifricio “naturale”, che rimuove il tartaro e sbianca i denti, ma rimane comunque abrasivo. Il lato positivo però c’è: non contiene glicerina, non è stato testato sugli animali ed è sostenibile nella suo produzione.

Altra comodità: con l’acquisto del dentifricio, ti omaggiano di una spatolina in legno, per prelevare il prodotto dal vasetto, in modo tale da evitare il contatto diretto con lo spazzolino e quindi la diffusione di germi o batteri.
Consiglio spassionato: acquistatelo, ma utilizzatelo con moderazione.

RASOIO IN OTTONE@pureosophy
Sì, non traggo gioia dal comunicarvelo, ma anche a me tocca sottostare alle intricate e complesse logiche della nostra società maschilista e settimanalmente mi sottopongo al “taglio del pelo”.

Lo faccio con un occhio di riguardo per l’ambiente e faccio la scelta ecologica più ragionata: scelgo un rasoio sostenibile, realizzato senza impiego di plastica e con le lame sostituibili. Essenzialmente, si cambiano solo le lamette, mentre il corpo del rasoio durerà per sempre (un po’ come un diamante, ma forse più utile). Il marchio che ho scelto nell’infinito mare di possibilità è: Pureosophy. Maneggevole, bello per il design un po’ nordic style ed è anche unisex.

SPAZZOLINO@negozioleggero
Ora vi dirò una cosa che farà prendere “ammale” chi mastica (sempre “ammale”) di sostenibilità ed è convinto che gli spazzolini in bambù siano la soluzione per la lotta alla plastica. Mi spiace infrangere il sogno, ma questo genere di prodotto non serve ad una fava.

Innanzitutto, le setole degli spazzolini in bambù sono realizzate – nel 99.9% dei casi – in nylon, che è un altro modo per dire che cosa? PLASTICA, esatto. Una volta che gettate via lo spazzolino quindi non state facendo un “bene per il pianeta”, come pensate, ma state dando origine ad un altro problema: un corpo compostabile attaccato ad una testina, invece, non recuperabile.

Soluzione? Acquistare uno spazzolino con un corpo in plastica, dalla “vita” infinita, e con la testina intercambiabile. In questo modo, a finire nel cestino della spazzatura saranno solo le testine. 
Io ho scelto quello di Negozio Leggero per pura comodità: l’ho trovato a Torino e viene venduto senza imballaggi in plastica.

FILO INTERDENTALE@pureosophy

Realizzato in nylon ed avvolto da un ingombrante packaging sempre in plastica, il filo interdentale pareva proprio un insostenibile spreco. Sono state però create alternative eco-friendly a base di seta e cera d’api. In questo modo, il prodotto, rimanendo comunque usa e getta, tende verso l’ecologico.

Ci sono circa quei 400 marchi che potreste tranquillamente acquistare, ma se proprio vi sentite in balia della tempesta causata dall’impossibilità di scelta, allora optate per Pureosophy; i danesi non sbagliano mai.