Alimentazione caporalato free: dove fare la spesa?

21 Giu 2020 | Slow Eating

Sentiamo – giustamente – tanto parlare di caporalato, di frutta e verdura italiana in mano alle agromafie. Ci sentiamo colpevoli di aver finanziato per decenni questo violento e pericoloso sfruttamento umano, e ora vogliamo agire.

Dove e cosa comprare, allora, per smettere di contribuire alla morte dei braccianti che lavorano per mettere il cibo sulle nostre tavole?

POMODORO ROSSO SANGUE

La filiera etica inizia il suo cammino dai campi di pomodoro dal Tavoliere delle Puglie. È proprio in questa regione che si coltiva il 40% della produzione nazionale di questo ortaggio, diventato simbolo dello sfruttamento dei braccianti agricoli e simbolo della ribellione contro questo sistema alimentare iniquo.

L’associazione fondata da Yvan Sagnet – sindacalista e attivista camerunese per i braccianti – è la prima rete internazionale che si occupa di tracciabilità e trasparenza delle etichette. È proprio nel Foggiano che nasce la prima certificazione anti-caporalato (NOCAP), che mira a contrastare le pratiche sporche e garantire ai produttori il prezzo giusto.

È proprio il prezzo della commercializzazione a rappresentare il problema. La Grande Distribuzione Organizzata strozza continuamente i prezzi di vendita dei prodotti alimentari, con pratiche scorrette come le aste a doppio ribasso, generando ripercussioni violente su tutta la catena produttiva. (Lo spiego meglio qui)

IAMME: marchio di passata di pomodoro, pelati, salsa di datterino, salsa di ciliegino e salsa di datterino giallo. Acquistabili online o nei supermercati Megamark del sud Italia.

SFRUTTAZERO: passata di pomodoro ideata dall’associazione Diritti a Sud, che prevede l’impiego di lavoratori locali o stranieri impiegati con contratti regolari nei campi di Nardò, Puglia.

FUNKY TOMATO: azienda di filiera partecipata. Il consumatore diventa ingranaggio attivo, attore nella stessa produzione della passata di pomodoro, acquistando preventivamente le passate di pomodoro. In questo modo finanzierà la produzione e i regolari contratti dei lavoratori.

GOOD LAND: progetto dell’associazione No Cap, con un modello produttivo che include la sostenibilità ambientale. La qualità del prodotto non è solo etica, poiché i campi seguono il metodo di produzione biologica. (Qui per sapere come acquistare)

TOMATO REVOLUTION: marchio di passate di pomodoro di Altromercato, che si affida ad aziende agricole libere da mafie e sfruttamento del lavoro nero. Sul sito trovate tutte le informazioni sul metodo di produzione bio e sulle aziende coinvolte nella filiera. Tracciabilità totale! (Qui per l’acquisto)

SPESA E ALTRI PRODOTTI

Al momento la certificazione “caporalato free” è limitata alla produzione di pochi prodotti, soprattutto nel sud Italia. In attesa che questa si sviluppi e raggiunga anche i supermercati e mercati del resto dello Stivale, possiamo fare affidamento su i piccoli produttori del nostro territorio. Sostenere il piccolo anziché sempre e comunque la Grande Distribuzione Organizzata è un passo importante. Ciò permette di fare rete, creando una comunità di persone, e non solo di consumatori.

Le alternative tra cui scegliere sono tante: mercati coperti, aziende agricole locali, vendita diretta. Potreste provare con i GAS – gruppi di acquisto solidale – che nascono dall’esigenza di una filiera corta e pulita. A Torino ce ne sono almeno 80, con cui acquistare prodotti etici, sostenibili e davvero a km0. Il funzionamento è semplicissimo: fate la spesa online e poi passate a ritirala nel vostro GAS più vicino.

Altrimenti ci sono i mercati dei Produttori Agricoli di Campagna Amica, luoghi in cui trovarvi difronte a chi ha coltivato e prodotto quel cibo che state acquistando. Vengono organizzati settimanalmente, in diversi luoghi della vostra regione. Consultate il sito per trovare quello più vicino a voi.